Codice fiscale omocodico: cos’è l’omocodia

Codice fiscale omocodico: cos’è l’omocodia

Cos’è l’omocodia

L’omocodia (più precisamente omocodia completa) è la situazione in cui due persone diverse ottengono lo stesso identico codice fiscale: stessi cognome, nome (con le stesse consonanti), stessa data di nascita e stesso comune di nascita. È più frequente di quanto si pensi: si calcola che in Italia esistano oltre 35.000 codici omocodici assegnati.

Perché l’omocodia è così frequente

Il numero di codici possibili con le regole del 1976 non è infinito: cognomi e nomi comuni, combinati con le stesse date e gli stessi comuni di nascita, producono spesso codici identici. Bastano due Mario Rossi nati lo stesso giorno nello stesso comune perché l’algoritmo produca lo stesso codice: per questo l’Agenzia delle Entrate ha dovuto introdurre un sistema di “correzione” che non richiede di cambiare i dati anagrafici.

Come si risolve un’omocodia

Quando l’Agenzia delle Entrate attribuisce un codice già esistente, modifica il codice del secondo iscritto sostituendo alcune cifre con lettere. Le posizioni modificabili sono sette (le posizioni 7, 8, 10, 11, 13, 14 e 15) e la sostituzione avviene in questo modo:

Cifra0123456789
LetteraLMNPQRSTUV

Le lettere I e O sono escluse per evitare confusione con 1 e 0. La sostituzione parte dall’ultima posizione numerica (la 15ª) e procede verso sinistra finché il codice risulta unico; a ogni sostituzione viene ricalcolato il carattere di controllo. Ne segue una gerarchia di “livelli”: primo livello = una sostituzione, secondo = due, e così via.

Esempio: RSSMRA85E17H501Z può diventare al primo livello RSSMRA85E17H50MN (la cifra 1 in posizione 15 diventa M e il controllo passa da Z a N).

Come riconoscerlo

Un codice omocodico si riconosce dalla presenza di lettere al posto delle cifre nelle sette posizioni numeriche. Il nostro strumento di verifica lo segnala automaticamente e lo decodifica correttamente, mentre il calcolatore mostra le possibili varianti omocodiche del codice appena calcolato.

Esempio pratico di riconoscimento

Il codice RSSMRA85E17H50MN contiene la lettera M in una posizione che dovrebbe essere numerica (l’undicesima): si tratta di un omocodico di primo livello. Il codice RSSMRA85E1RH50MN contiene invece due sostituzioni (posizioni 10 e 15) e può essere già il risultato di una seconda attribuzione: in ogni caso, la verifica automatica distingue le lettere omocodiche da quelle “vere” e ricostruisce la data di nascita corretta.

Perché il tuo codice non corrisponde a quello calcolato

  • il tuo codice è stato omocodizzato dall’Agenzia delle Entrate (il calcolatore non può prevederlo: mostra solo le varianti possibili);
  • c’è un errore di trascrizione sul tesserino o nei database;
  • sei nato in un comune che all’epoca usava un codice catastale diverso (vedi la guida sui codici catastali);
  • i tuoi dati anagrafici registrati differiscono da quelli usati per il calcolo.

Per la correzione ufficiale dell’omocodia esiste una procedura presso l’Agenzia delle Entrate, spesso a cura del comune di residenza o dell’ufficio anagrafe.

Domande frequenti sull’omocodia

L’omocodia cambia i miei dati anagrafici?

No. Il codice omocodico lascia completamente invariati nome, cognome, data e luogo di nascita: cambia solo la sequenza di caratteri. Per questo i documenti restano validi e la persona conserva i propri dati.

Chi deve segnalare un’omocodia?

Non è il cittadino a doverla segnalare: è l’Agenzia delle Entrate che, al momento dell’attribuzione, verifica l’eventuale conflitto e applica le sostituzioni previste dal decreto ministeriale del 1976.

Quanto dura la procedura di correzione?

Di norma l’attribuzione del codice omocodico è automatica e immediata. La comunicazione all’interessato avviene tramite le stesse vie del codice fiscale ordinario.

Approfondisci anche la guida su come si calcola il codice fiscale e lo strumento di verifica.

Omocodia e documenti

Il codice omocodico ha la stessa dignità del codice originale: è il codice ufficiale e definitivo della persona, usato per tesserino, tessera sanitaria, contratti e pratiche. Non occorre alcuna correzione “a posteriori”, perché l’attribuzione è già stata validata dall’Agenzia delle Entrate. Chi riceve un codice omocodico non deve fare nulla: i propri dati anagrafici restano invariati e i documenti emessi prima dell’attribuzione restano validi.

Come si controlla un codice omocodico

  1. inserisci il codice nel nostro strumento di verifica;
  2. lo strumento riconosce le lettere omocodiche e lo decodifica tenendone conto;
  3. confronta data di nascita, sesso e luogo risultanti con i dati anagrafici dichiarati.

Se i dati coincidono, il codice è coerente: l’unica conferma dell’attribuzione resta comunque il servizio ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Quanti codici omocodici esistono in Italia

Le stime degli esperti indicano decine di migliaia di codici omocodici assegnati nel corso degli anni: il fenomeno è cresciuto fino agli anni Novanta, quando l’attribuzione è stata informatizzata e il controllo incrociato è diventato automatico. Oggi le nuove attribuzioni risolvono il conflitto immediatamente: resta però importante saper riconoscere un codice modificato, perché può riguardare anche codici storici presenti in database e archivi cartacei.

Livelli di omocodia: come riconoscere la gravità

Il livello corrisponde al numero di sostituzioni applicate: al primo livello viene sostituita una sola cifra, al secondo due, e così via fino a sette. Più alto è il livello, più il codice si allontana visivamente da quello originario: in ogni caso la struttura complessiva (16 caratteri, lettere e cifre secondo le tabelle) resta valida, e il carattere di controllo viene sempre ricalcolato. La nostra verifica controlla la coerenza di tutte le posizioni, comprese quelle omocodiche.

Omocodia e banche dati

Nei database aziendali e negli archivi sanitari capita di trovare codici omocodici mescolati a codici normali: distinguerli è essenziale per evitare di attribuire a una persona i dati di un’altra. La regola pratica è semplice: se una posizione che dovrebbe contenere una cifra contiene invece una lettera (tra L, M, N, P, Q, R, S, T, U, V), il codice è quasi certamente omocodico. In caso di dubbio, la decodifica del nostro strumento inverso ricostruisce i dati di nascita e permette il confronto con la scheda anagrafica.