Codice fiscale omocodico: cos’è l’omocodia

Codice fiscale omocodico: cos’è l’omocodia

Cos’è l’omocodia

L’omocodia (più precisamente omocodia completa) è la situazione in cui due persone diverse ottengono lo stesso identico codice fiscale: stessi cognome, nome (con le stesse consonanti), stessa data di nascita e stesso comune di nascita. È più frequente di quanto si pensi: si calcola che in Italia esistano oltre 35.000 codici omocodici assegnati.

Come si risolve un’omocodia

Quando l’Agenzia delle Entrate attribuisce un codice già esistente, modifica il codice del secondo iscritto sostituendo alcune cifre con lettere. Le posizioni modificabili sono sette (le posizioni 7, 8, 10, 11, 13, 14 e 15) e la sostituzione avviene in questo modo:

Cifra0123456789
LetteraLMNPQRSTUV

Le lettere I e O sono escluse per evitare confusione con 1 e 0. La sostituzione parte dall’ultima posizione numerica (la 15ª) e procede verso sinistra finché il codice risulta unico; a ogni sostituzione viene ricalcolato il carattere di controllo. Ne segue una gerarchia di “livelli”: primo livello = una sostituzione, secondo = due, e così via.

Esempio: RSSMRA85E17H501Z può diventare al primo livello RSSMRA85E17H50MN (la cifra 1 in posizione 15 diventa M e il controllo passa da Z a N).

Come riconoscerlo

Un codice omocodico si riconosce dalla presenza di lettere al posto delle cifre nelle sette posizioni numeriche. Il nostro strumento di verifica lo segnala automaticamente e lo decodifica correttamente, mentre il calcolatore mostra le possibili varianti omocodiche del codice appena calcolato.

Perché il tuo codice non corrisponde a quello calcolato

  • il tuo codice è stato omocodizzato dall’Agenzia delle Entrate (il calcolatore non può prevederlo: mostra solo le varianti possibili);
  • c’è un errore di trascrizione sul tesserino o nei database;
  • sei nato in un comune che all’epoca usava un codice catastale diverso (vedi la guida sui codici catastali);
  • i tuoi dati anagrafici registrati differiscono da quelli usati per il calcolo.

Per la correzione ufficiale dell’omocodia esiste una procedura presso l’Agenzia delle Entrate, spesso a cura del comune di residenza o dell’ufficio anagrafe.